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ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Bregnano

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Bregnano (Co), Elena Daddi.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
La costituzione di un Gruppo di Controllo del Vicinato a Bregnano era nel Programma elettorale della mia Lista Civica, con cui ho vinto le elezioni amministrative nel 2014. La costituzione del Gruppo locale e l’avvio ufficiale è il 19 marzo 2016: questo risultato è stato possibile perché, a partire dal 2015, nel corso del mio primo mandato amministrativo come Sindaco, ho promosso con la Giunta gli incontri preliminari con la Cittadinanza, a loro volta preceduti da un intenso lavoro di approfondimento e di promozione del tema “sicurezza partecipata”, al quale prestammo allora e continuiamo a prestare molta attenzione. Sono infatti convinta che gli aspetti  psicologici siano fondamentali per le persone, sia nel contribuire a valutare in modo oggettivo le situazioni (mi riferisco alla percezione di sicurezza, purtroppo spesso condizionata dal clima allarmistico diffuso da stampa e social, con effetti paradossalmente controproducenti), sia nell’approntare sempre tutti i corretti sistemi di autotutela (mi riferisco alla classica frase “sono uscito solo per pochi minuti e non ho inserito l’allarme”), sia, infine, nell’irrobustire il senso di stretta collaborazione e condivisione tra vicini di casa. Inoltre, al di là del danno materiale ma non meno importante, i risvolti psicologici dei reati subiti (dai furti alle truffe) lasciano segni profondi che vanno affrontati e leniti, soprattutto nei soggetti più fragili.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
La letteratura sociologica – di stampo anglosassone – sul tema mi è nota, per gli studi condotti, ed è stata condivisa da assessori e consiglieri comunali. Inoltre avevamo preso contatti con Stefano Maesani e Lohana Sartori, rappresentanti di zona dell’Associazione Controllo del Vicinato e Amministratori del Comitato “Albavilla Sicura” e con loro avevamo preparato approfondito il tema e organizzato il primo incontro nel 2015.

Come è strutturato?
– oltre 451 sono ad oggi gli iscritti su 2.600 famiglie residenti in città;
– 10 coordinatori attivi che coprono ognuno una o più zone;
– il territorio è stato suddiviso in 6 macro-zone che coprono tutte le zone del paese coinvolte.
La nostra impostazione è prevenzione ma anche sostegno a chi ha subito e si sente mortificato e violato: questa è la specificità del nostro approccio. Per esempio, i molteplici incontri organizzati, ai quali viene sempre invitata tutta la cittadinanza, sono articolati in vari orari o luoghi per favorire la puntuale partecipazione dei soggetti destinatari, e hanno anche previsto la partecipazione di uno psicologo o di un mediatore culturale.


L’Amministrazione come lo supporta?
Abbiamo promosso i primi incontri e coinvolto i primi referenti, acquistato i cartelli da posizionare nelle zone concordate con la nostra Polizia Locale che ha contribuito a perfezionare la mappatura del territorio, fornito gratuitamente una sede per gli incontri settimanali, promosso l’adesione al CdV in ogni occasione e tramite i canali istituzionali e il Notiziario comunale consegnato a tutte le famiglie di Bregnano. La presenza costante dei banchetti informativi alle varie manifestazioni cerca di avvicinare più persone possibili. Inoltre abbiamo guidato i Comandanti che si sono avvicendati nel Corpo di Polizia municipale a innanzitutto capire, quindi condividere e collaborare sempre più con i referenti il senso della sicurezza partecipata. Il Gruppo di CdV locale è una grande risorsa se gestito bene da entrambe le parti coinvolte, secondo le rispettive competenze. Infine sono orgogliosa di essere stata tra i primi Sindaci in zona a firmare il Protocollo d’intesa con la Prefettura di Como.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Permangono i furti (tentati e/o riusciti) in abitazione, ma purtroppo sono in crescita gli odiosi reati delle truffe agli anziani, sia in casa che per strada: dal finto tecnico al finto familiare in difficoltà, dalla truffa dello specchietto a quella dell’abbraccio. Un tema spesso portato all’attenzione dai Cittadini è il fenomeno dello spaccio, che però ritengo non sia di pertinenza del CdV, ma che è tenuto sotto controllo dalle FFOO. Fare “Controllo del Vicinato” significa promuovere la sicurezza attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati al patrimonio: non bisogna fare gli eroi né improvvisarsi investigatori, ma interessarsi di quanto accade nella casa a fianco, soprattutto se abitata da persone fragili.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente, è fondamentale. Su questo stiamo conducendo una vera e propria battaglia: informazione capillare (ho scritto lettere consegnate nella cassetta della posta a tutti gli over 75 per raggiungerli con i mezzi a loro probabilmente più familiari), organizzazione di uno specifico servizio navetta per accompagnare agli incontri le persone fragili, realizzazione di uno spettacolo teatrale sul tema, e tanto altro abbiamo in mente. Anche la collaborazione attiva dei nostri Parroci è preziosa e viene coltivata: le persone anziane e sole vengono raggiunte in ogni modo e inserite nella rete solidale delle Associazioni locali e delle Parrocchie.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
È fondamentale che ciascun protagonista della rete abbia la massima chiarezza in merito alle linee guida del CdV, su cosa fare e cosa non fare, su cosa scrivere e non sui vari gruppi. Non mi stanco mai di ripetere sempre di chiamare subito il 112, qualificarsi e fornire i dettagli anche parziali di quanto rilevato. L’assessore alla sicurezza e il comandante della Polizia Locale, così come la sottoscritta, sono in contatto diretto con il referente, con cui si condividono, a volte, anche aspetti che restano riservati per evitare di intralciare le indagini delle FFOO o peggio comprometterle, oppure creare inutili allarmismi. È essenziale la fiducia reciproca e la costante condivisione, altrimenti possono crearsi ricostruzioni fuorvianti o inutili polemiche. La collaborazione comporta anche un investimento economico per un Ente pubblico, ma dal 2014 abbiamo fatto tanto anche in questo settore: aumentata la video-sorveglianza con l’implementazione delle telecamere sul territorio e la posa di quelle di varco; aumentato il personale di PL in servizio di una unità; sottoscritte convenzioni con ANC e Gruppo Trial per il controllo delle aree boschive e in orari non convenzionali.

Sono orgogliosa di avere a Bregnano un così nutrito Gruppo di CdV, sia come Sindaco che come cittadina: apprezzo e voglio ringraziare chi si impegna nel proprio paese anche per la sicurezza e la serenità degli altri.

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