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ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Bregnano

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Bregnano (Co), Elena Daddi.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
La costituzione di un Gruppo di Controllo del Vicinato a Bregnano era nel Programma elettorale della mia Lista Civica, con cui ho vinto le elezioni amministrative nel 2014. La costituzione del Gruppo locale e l’avvio ufficiale è il 19 marzo 2016: questo risultato è stato possibile perché, a partire dal 2015, nel corso del mio primo mandato amministrativo come Sindaco, ho promosso con la Giunta gli incontri preliminari con la Cittadinanza, a loro volta preceduti da un intenso lavoro di approfondimento e di promozione del tema “sicurezza partecipata”, al quale prestammo allora e continuiamo a prestare molta attenzione. Sono infatti convinta che gli aspetti  psicologici siano fondamentali per le persone, sia nel contribuire a valutare in modo oggettivo le situazioni (mi riferisco alla percezione di sicurezza, purtroppo spesso condizionata dal clima allarmistico diffuso da stampa e social, con effetti paradossalmente controproducenti), sia nell’approntare sempre tutti i corretti sistemi di autotutela (mi riferisco alla classica frase “sono uscito solo per pochi minuti e non ho inserito l’allarme”), sia, infine, nell’irrobustire il senso di stretta collaborazione e condivisione tra vicini di casa. Inoltre, al di là del danno materiale ma non meno importante, i risvolti psicologici dei reati subiti (dai furti alle truffe) lasciano segni profondi che vanno affrontati e leniti, soprattutto nei soggetti più fragili.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
La letteratura sociologica – di stampo anglosassone – sul tema mi è nota, per gli studi condotti, ed è stata condivisa da assessori e consiglieri comunali. Inoltre avevamo preso contatti con Stefano Maesani e Lohana Sartori, rappresentanti di zona dell’Associazione Controllo del Vicinato e Amministratori del Comitato “Albavilla Sicura” e con loro avevamo preparato approfondito il tema e organizzato il primo incontro nel 2015.

Come è strutturato?
– oltre 451 sono ad oggi gli iscritti su 2.600 famiglie residenti in città;
– 10 coordinatori attivi che coprono ognuno una o più zone;
– il territorio è stato suddiviso in 6 macro-zone che coprono tutte le zone del paese coinvolte.
La nostra impostazione è prevenzione ma anche sostegno a chi ha subito e si sente mortificato e violato: questa è la specificità del nostro approccio. Per esempio, i molteplici incontri organizzati, ai quali viene sempre invitata tutta la cittadinanza, sono articolati in vari orari o luoghi per favorire la puntuale partecipazione dei soggetti destinatari, e hanno anche previsto la partecipazione di uno psicologo o di un mediatore culturale.


L’Amministrazione come lo supporta?
Abbiamo promosso i primi incontri e coinvolto i primi referenti, acquistato i cartelli da posizionare nelle zone concordate con la nostra Polizia Locale che ha contribuito a perfezionare la mappatura del territorio, fornito gratuitamente una sede per gli incontri settimanali, promosso l’adesione al CdV in ogni occasione e tramite i canali istituzionali e il Notiziario comunale consegnato a tutte le famiglie di Bregnano. La presenza costante dei banchetti informativi alle varie manifestazioni cerca di avvicinare più persone possibili. Inoltre abbiamo guidato i Comandanti che si sono avvicendati nel Corpo di Polizia municipale a innanzitutto capire, quindi condividere e collaborare sempre più con i referenti il senso della sicurezza partecipata. Il Gruppo di CdV locale è una grande risorsa se gestito bene da entrambe le parti coinvolte, secondo le rispettive competenze. Infine sono orgogliosa di essere stata tra i primi Sindaci in zona a firmare il Protocollo d’intesa con la Prefettura di Como.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Permangono i furti (tentati e/o riusciti) in abitazione, ma purtroppo sono in crescita gli odiosi reati delle truffe agli anziani, sia in casa che per strada: dal finto tecnico al finto familiare in difficoltà, dalla truffa dello specchietto a quella dell’abbraccio. Un tema spesso portato all’attenzione dai Cittadini è il fenomeno dello spaccio, che però ritengo non sia di pertinenza del CdV, ma che è tenuto sotto controllo dalle FFOO. Fare “Controllo del Vicinato” significa promuovere la sicurezza attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati al patrimonio: non bisogna fare gli eroi né improvvisarsi investigatori, ma interessarsi di quanto accade nella casa a fianco, soprattutto se abitata da persone fragili.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente, è fondamentale. Su questo stiamo conducendo una vera e propria battaglia: informazione capillare (ho scritto lettere consegnate nella cassetta della posta a tutti gli over 75 per raggiungerli con i mezzi a loro probabilmente più familiari), organizzazione di uno specifico servizio navetta per accompagnare agli incontri le persone fragili, realizzazione di uno spettacolo teatrale sul tema, e tanto altro abbiamo in mente. Anche la collaborazione attiva dei nostri Parroci è preziosa e viene coltivata: le persone anziane e sole vengono raggiunte in ogni modo e inserite nella rete solidale delle Associazioni locali e delle Parrocchie.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
È fondamentale che ciascun protagonista della rete abbia la massima chiarezza in merito alle linee guida del CdV, su cosa fare e cosa non fare, su cosa scrivere e non sui vari gruppi. Non mi stanco mai di ripetere sempre di chiamare subito il 112, qualificarsi e fornire i dettagli anche parziali di quanto rilevato. L’assessore alla sicurezza e il comandante della Polizia Locale, così come la sottoscritta, sono in contatto diretto con il referente, con cui si condividono, a volte, anche aspetti che restano riservati per evitare di intralciare le indagini delle FFOO o peggio comprometterle, oppure creare inutili allarmismi. È essenziale la fiducia reciproca e la costante condivisione, altrimenti possono crearsi ricostruzioni fuorvianti o inutili polemiche. La collaborazione comporta anche un investimento economico per un Ente pubblico, ma dal 2014 abbiamo fatto tanto anche in questo settore: aumentata la video-sorveglianza con l’implementazione delle telecamere sul territorio e la posa di quelle di varco; aumentato il personale di PL in servizio di una unità; sottoscritte convenzioni con ANC e Gruppo Trial per il controllo delle aree boschive e in orari non convenzionali.

Sono orgogliosa di avere a Bregnano un così nutrito Gruppo di CdV, sia come Sindaco che come cittadina: apprezzo e voglio ringraziare chi si impegna nel proprio paese anche per la sicurezza e la serenità degli altri.

Mantova, il CdV si attiva anche nel Centro Storico

Sono state 25 le adesioni raccolte la sera del 26 marzo  durante l’incontro pubblico per il progetto di Controllo del Vicinato in centro storico.
A Palazzo Soardi, nella splendida Sala degli Stemmi,  Giuseppe Bruzzano, socio e referente ACdV, Iacopo Rebecchi, Assessore alla Sicurezza, Paolo Perantoni, Comandante Polizia Locale e Stefano Nuvolari coordinatore cittadino e promotore dell’iniziativa, hanno presentato il progetto che ha lo scopo di creare una rete di sicurezza.
Nel Mantovano sono già attivi da tempo gruppi di controllo del vicinato ad oggi in 45 comuni. Il primo ad attivarlo a livello provinciale è stato il comune di Curtatone nel 2011. Si sono costituiti poi nelle Vallette Paiolo e Valsecchi, a Belfiore, Colle Aperto, Angeli e quartiere.
Nel gruppo del centro storico si spera di coinvolgere anche i commercianti creando una rete che porti a relazioni di fiducia e di sostegno reciproco. Qualche esempio? Dire al proprio vicino se si va via per qualche giorno, ritiragli la posta, segnalare auto o persone sospette, il tutto fermo restando che se si coglie una persona mentre sta commettendo un reato va chiamato immediatamente il 112. Il gruppo deve quindi servire come prevenzione, ad intervenire pensano le Forze dell’Ordine.
“Mancava il tassello del centro storico – spiega Giuseppe Bruzzano, socio e referente provinciale ACdV – negli altri quartieri c’è già, qui non è mai decollato come avrebbe dovuto per questo dobbiamo risvegliare il senso civico che manca ed è proprio quello che abbiamo voluto fare con questo incontro spiegando i principi cardine del progetto.
Ci sono già adesioni, dobbiamo solo concretizzarle e formalizzarle, poi entrerà in gioco il Comune, installando, nelle vie dove ci sono i cittadini attivi, dei cartelli che segnalino la presenza del controllo di vicinato”.

Muggiò (Mb), serata informativa

Lunedì 24 marzo, in Sala “Isimbardi” a Muggiò, un centinaio di persone hanno partecipato alla serata organizzata dal comune in merito alla sicurezza, con il tema “Controllo del Vicinato cos’è e come funziona “
Ha introdotto la serata il comandante della Polizia Locale Marco Beccalli.
Dopo il benvenuto del Sindaco Michele Messina, ha parlato la referente dei gruppi di Muggiò la socia ACdV, Nerella Franchi che ha spiegato lo scopo del CDV, che è la collaborazione tra vicini, al fine di scoraggiare atti illeciti ai danni dei cittadini esattamente come anticamente succedeva all’interno dei cortili e facendo segnalazioni alle Forze dell’Ordine.
Al termine della serata vi sono state alcune richieste di adesione e l’annuncio del Sindaco che prossimamente verrà fatta una conferenza online sul tema, per chi non può muoversi da casa per vari motivi.

Incontro Coordinatori CdV a Barzanò (Lc)

L’incontro annuale di coordinamento con i Coordinatori del CdV del Comune di Barzanò il giorno 14 c.m. presso la Sala Civica Comunale, ha rappresentato un momento significativo per fare il punto sulle attività del CdV locale e dell’ACdV.
È stato presentato un dettagliato resoconto delle attività nel corso del 2024, insieme a una panoramica dei sette anni di operato del CdV sul territorio. Questo resoconto ha permesso di valutare l’impatto e l’efficacia delle iniziative intraprese.
L’incontro ha offerto ai Coordinatori un’opportunità preziosa per approfondire la conoscenza reciproca e uno scambio di idee molto interessanti. Sono stati raccolti suggerimenti e proposte per incentivare la partecipazione al CdV, con un focus sul “lavoro di squadra “, al fine di rafforzare la “sicurezza partecipata” già attiva sul territorio.
Sono stati illustrati le modalità e i vantaggi derivanti dall’iscrizione dell’ACdV al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). Questo passaggio come tiene a precisare il Presidente ACdV Ferdinando Raffero rappresenta un passo significativo per il riconoscimento e la valorizzazione delle attività di volontariato, offrendo al contempo opportunità e agevolazioni.
In sintesi, l’incontro ha evidenziato l’importanza del coordinamento e della collaborazione tra i volontari per garantire una presenza attiva ed efficace sul territorio.

ACdV intervistai sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Olgiate Comasco

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Olgiate Comasco (Co), Simone Moretti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Dal 9 maggio 2015 con la costituzione ufficiale del Comitato Cittadino “OLGIATE SICURA-controllo del vicinato”. La costituzione era stata preceduta da due incontri preliminari. Il 14 marzo 2015 con un incontro pubblico presso il Palazzo Comunale sul tema: “Collaborare alla SICUREZZA: Controllo di Vicinato e Gruppi di Quartiere”, al quale era stata invitata tutta la cittadinanza. Il 26 marzo 2015 sempre presso il Palazzo Comunale era stato organizzato un secondo incontro operativo per definire le zone e i referenti, ma soprattutto cosa fare e come muoversi per impedire le intrusioni dei ladri nelle abitazioni.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Avevamo preso contatti con Stefano Maesani e Lohana Sartori, rappresentati di zona dell’Associazione Controllo del Vicinato e Amministratori del Comitato “Albavilla Sicura” e con loro avevamo preparato il primo incontro del 14 marzo 2015.

Come è strutturato?
– 1048 sono ad oggi gli iscritti su 4.500 famiglie residenti in città (almeno 1 per famiglia);
– 20 referenti attivi che coprono ognuno una o più zone;
– 165 le vie coinvolte.


L’Amministrazione come lo supporta?
Ero assessore quando assieme ai referenti che ci sono ancora oggi, abbiamo promosso i primi incontri e coinvolto i primi referenti con la nostra storica prima presidente Santina Molteni che non c’è più. Ed oggi da Sindaco credo ancora con più consapevolezza nell’assoluta validità del CdV e di come abbia portato i cittadini a collaborare insieme per la sicurezza partecipata.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Oltre ai più classici furti (tentati e/o riusciti) in abitazione, il reato da contrastare in tutto e per tutto è quello delle truffe agli anziani, soprattutto quella dell’oro da mettere in frigorifero che provoca un senso di profonda amarezza ed imbarazzo nel raccontarlo per chi lo subisce. Oltre a quella del finto familiare a cui portare i risparmi per evitargli il carcere.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il CdV ha permesso, già fin dai primi incontri alle persone di conoscersi ed entrare in contatto tra loro, ed oggi come nel 2015 è fondamentale. La presenza costante dei banchetti informativi alle varie manifestazioni ha la funzione di avvicinare più persone possibili, anche solo per curiosità. Le persone anziane e sole iscritte sanno di poter contare su vicini di casa che le avvisano quando arrivano i messaggi sui vari gruppi o suonano il campanello per chiedere anche solo “come va”.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Ogni progetto può e deve essere migliorato. I referenti in tutti questi anni si sono sempre dimostrati propositivi ed animati da una fede incrollabile in merito alle linee guida da trasmettere su CdV, sul cosa fare e cosa non fare, su cosa scrivere e non sui vari gruppi e ripetendo sempre di chiamare il 112 come prima azione. Il comandante della Polizia Locale assieme al sottoscritto fanno parte del gruppo dei referenti e cercano, pur con la lentezza dei tempi nel pubblico e con tutte le pastoie burocratiche, di migliorare sempre quella che è la dotazione in termini di cartelli e soprattutto dal punto di vista della video-sorveglianza con l’implementazione delle telecamere; le ultime sulle scuole e con il coinvolgimento anche delle attività commerciali e dei privati per avere più occhi possibili in
città. Abbiamo inoltre la fortuna di avere anche la Caserma dei Carabinieri ed il Comando della Guardia di Finanza in città, con i quali anche sul tema CdV la collaborazione è massima. Assieme a loro abbiamo fatto negli anni alcune presenze alla fine della Messa principale della domenica per spiegare il ruolo del CdV e come evitare le truffe più comuni, quella dell’oro e del finto nipote.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
Continuo a ritenere fondamentale il ruolo del CdV per la sicurezza partecipata. Fare “Controllo del Vicinato” significa promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone.
E’ richiesto un unico requisito: alzare il livello di attenzione attraverso pochi, semplici passaggi e non girarsi dall’altra parte. la luce accesa fuori di casa, la siepe tenuta bassa, controllare la casa del vicino quando è via. E “far sapere” che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro, perché se i vicini lavorano insieme come erano le corti di una volta, aumentando presenza e attenzione agli altri rendono complicata la vita a chi non ha buon intenzioni e riducendo l’appetibilità degli obiettivi, i furti e tanti altri “reati occasionali” potranno essere limitati. Un dato da non sottovalutare, a fine statistico ma non solo: il più delle volte chi subisce un tentativo di furto o nei casi in cui va a segno non faceva parte del CdV e di solito poi si informa e si iscrive.
Questo credo sia il più bel risultato che premia la presenza costante dei tanti referenti che abbiamo orgogliosamente la fortuna di avere a Olgiate Comasco e che, come Sindaco e come cittadino, posso solo ringraziare.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Grosseto

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il Controllo del Vicinato a Grosseto è attivo dal 2017. Inizialmente, esisteva un unico gruppo di Controllo del Vicinato che operava principalmente nella zona delle Squadre Basse, in particolare nel quartiere Cernaia. Il coordinatore è l’ex comandante dei Carabinieri di Marina di Grosseto, Luigi Ciccone.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
La realtà del Controllo del Vicinato si è sviluppata a livello nazionale nella prima decade degli anni 2000. A Grosseto, questa iniziativa è nata in particolare nelle zone rurali, dove era necessario implementare il controllo tra i residenti per tutelare la sicurezza delle proprietà e dei cittadini.
In seguito, il Controllo del Vicinato si è esteso anche alla città, grazie alla creazione di una disciplina specifica coordinata dalla Prefettura, che si è assunta la responsabilità di organizzare e gestire l’operato dell’iniziativa.
Il 19 giugno 2023, il Comune di Grosseto ha firmato con il presidente dell’Associazione Controllo del Vicinato A.C.D.V. una lettera di intenti per regolamentare l’attività dell’associazione.


Come è strutturato?
Questi gruppi sono formati da aderenti e coordinatori volontari, uniti per collaborare con il Comune di Grosseto, tramite il delegato del Sindaco ai rapporti con il referente comunale dell’Associazione Controllo del Vicinato di Grosseto Sergio Rubegni ed i coordinatori dei gruppi operanti, e, conseguentemente, con le forze dell’ordine e le Autorità, tramite la Prefettura.

L’Amministrazione come lo supporta?
Il supporto dell’Amministrazione comunale si concretizza tramite la sottoscrizione dei vademecum operativi e la firma della lettera di intenti con il Comune di Grosseto.
Questi strumenti hanno l’obiettivo di definire i rapporti tra le parti coinvolte.
Inoltre, la nomina di Amedeo Vasellini come referente del Comune per i Gruppi del Vicinato ACdV, ha aggiunto un ulteriore punto di contatto diretto tra il sindaco e l’associazione.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Preme sottolineare che il CdV è un’associazione tesa a prevenire la criminalità con una partecipazione attiva dei residenti, ma i reati sono cosa ben distinta dall’operato del CdV, nato appunto per ridurre il verificarsi degli stessi contro la proprietà e le persone.
Potrebbe apparire, dunque, come una forzatura mettere in rapporto la natura o il tipo di reato con l’operato dell’associazione cui va, senza dubbio alcuno, tutto il mio ringraziamento.


Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il secondo punto degli obiettivi del Controllo del Vicinato, sottoscritto con l’Amministrazione comunale nel vademecum, recita: “favorire lo sviluppo di una cultura di partecipazione alle tematiche di sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce e organizzata”.
Questo principio riassume in modo esemplare l’aspetto sociale dell’iniziativa.
Sebbene il CdV abbia una funzione di deterrenza nei confronti di illeciti e reati, la sua azione principale consiste nel creare una rete di solidarietà e collaborazione tra i cittadini.
Questo approccio sociale è fondamentale per rispondere ai bisogni diffusi della collettività, non solo in tema di sicurezza, ma anche di salute e prevenzione.


Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Nel 2018, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra la Prefettura e il Comune di Grosseto, denominato “Patto per Grosseto Sicura”.
Questo accordo ha definito azioni comuni per la tutela della sicurezza urbana, mirando a incrementare la sicurezza percepita e a prevenire forme di degrado urbano.
Tuttavia, credo che, a distanza di sette anni, sia necessario aggiornare le strategie in base alla nuova percezione della sicurezza da parte dei cittadini. È fondamentale, quindi, avviare un’indagine per comprendere meglio le esigenze attuali e ripianificare le azioni congiunte per rafforzare il controllo della sicurezza.
Desidero comunque esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto finora dal CdV e dai suoi membri, che hanno sempre dimostrato un atteggiamento responsabile e sensibile.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
La “Sicurezza partecipata” può essere definita come un sistema che promuove un rapporto di reciproca collaborazione e fiducia tra le forze dell’ordine e i cittadini, focalizzandosi sulla prevenzione e sullo scambio di informazioni.
La firma del protocollo di intesa con la Prefettura, la stipula della lettera di intenti con l’associazione ACdV e la nomina del referente comunale per il Controllo del vicinato sono tutti elementi che definiscono chiaramente il concetto di sicurezza partecipata.
L’Amministrazione comunale ha da tempo intrapreso azioni concrete in questa direzione, garantendo un impegno costante tra i cittadini, il Comune di Grosseto e le Forze dell’ordine, con l’obiettivo di rendere la nostra città un luogo più sicuro per tutti.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Montano Lucino (Co)

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Montano Lucino (Co), Silvio Aiello.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il CdV a Montano Lucino è attivo da Gennaio 2018.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Grazie ad un contatto personale con un Socio del CdV provinciale.

Come è strutturato?
Attualmente si compone di 12 gruppi dislocati in varie zone del Comune e i cittadini iscritti sono attualmente 174.

L’Amministrazione come lo supporta?
Mantenendo stretti contatti con i coordinatori dei gruppi e promuovendo l’iscrizione sui vari canali informativi a disposizione.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Principalmente furti e fenomeni legati all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente sì. Riteniamo sia un ottimo progetto di cittadinanza attiva e di socializzazione, utile anche per fare rete, promuovere l’interazione tra i cittadini, sensibilizzando l’attenzione al territorio e il reciproco supporto tra le persone del medesimo quartiere.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Attualmente riteniamo che la collaborazione funzioni discretamente. In un prossimo futuro continueremo a promuovere serate dedicate che coinvolgano le forze dell’ordine, anche nel rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto dalla nostra Amministrazione con la Prefettura.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
Riteniamo che gli iscritti del CdV ricoprano un ruolo importante in merito alla sicurezza partecipata. Nel rispetto delle regole dell’Associazione, risultano un fondamentale supporto conoscitivo ed informativo alle Forze dell’ordine.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Andezeno (To)

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Andezeno (To), Agostino Ambrassa.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Nel Comune di Andezeno abbiamo iniziato nel 2017 con il primo gruppo.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Attraverso servizi televisivi.

Come è strutturato?
Attualmente ci sono dieci gruppi che coprono l’intero paese, con ognuno un coordinatore.

L’Amministrazione come lo supporta?
C’è un referente comunale, che in questo caso è il Sindaco, che supervisiona e filtra le segnalazioni prima di eventualmente avvisare le Forze dell’Ordine.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Ci sono episodi (per fortuna pochi) di vandalismo o disturbo, i reati (anche qui pochi casi) sono i furti presso abitazioni.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente il C.d.V. ha permesso alle persone dei gruppi perlomeno di conoscersi, cosa non affatto scontata anche tra vicini di casa, ha creato uno spirito di collaborazione e solidarietà da condividere.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Noi siamo un piccolo Comune, e la collaborazione tra Sindaco, Amministrazione e forze dell’Ordine è fondamentale, con un solo Agente di Polizia Locale si riesce a coprire poche ore della giornata, il monitoraggio e conseguente iniziativa deve essere poi attuata attraverso la propria competenza, quindi il C.d.V. è uno strumento utilissimo.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
Il C.d.V. è una componente molto importante, il coinvolgimento delle persone serve per far si che i cittadini si sentano parte stessa di un contesto di sicurezza, aumenta anche lo spirito civico, contribuisce alla protezione del territorio attraverso le corrette pratiche del C.d.V.

Pecetto (To), incontro con la cittadinanza

Mancava ancora nella zona collinare di Torino il Comune di Pecetto e dopo tanta attesa, l’Amministrazione ha iniziato il percorso per portare nella città il Controllo del Vicinato. IL 26 novembre, nella ex chiesa dei Batù una folta rappresentanza di cittadini ha partecipato all’incontro organizzato dal Comune, presenti il Sindaco, Adriano Pizzo, il Luogotenente dei Carabinieri di Pino Torinese, Marco Manna, il Presidente di ACdV Ferdinando Raffero con il socio della Provincia di Torino Diego Innocenti.
Purtroppo l’influenza ha tenuto momentaneamente lontano il Comandante della Polizia Locale di Pecetto, Ettore Pallotti il quale si sta prodigando per la buona riuscita del progetto sul territorio. La serata è stata molto partecipata tanto che dopo l’introduzione e la spiegazione del progetto, a dimostrazione dell’interesse suscitato, sono stati moltissimi gli interventi dei cittadini e già nei prossimi giorni ci saranno i primi gruppi da formare e gli appuntamenti, soprattutto sulla piattaforma zoom, sono già in via di definizione.

L’Assemblea dei Soci approva all’unanimità il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento Interno proposti dal Consiglio Direttivo

E’ enorme la soddisfazione nel comunicare che l’Assemblea Straordinaria svoltasi in videoconferenza il 9 novembre 2024, ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento Interno dell’Associazione.
Come è stato sottolineato ed evidenziato anche dagli interventi dei Soci che hanno preso parte all’Assemblea, si tratta di un passaggio cruciale per la crescita dell’Associazione, perseguita dal Presidente Ferdinando Raffero come uno degli obiettivi primari fin dall’inizio del suo mandato.
La modifica dello Statuto è stata una delle tappe fondamentali per il processo di aggiornamento e crescita di ACdV. Il nuovo Statuto, predisposto dal Consiglio Direttivo avvalendosi del supporto consulenziale del CSV di Varese, è stato predisposto per adeguare ACdV alle normative del Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017) e consentire così di richiedere l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Si tratta di una fase estremamente importante per il futuro di ACdV, in quanto questo passaggio permetterà all’Associazione di accedere a strumenti di finanziamento pubblico e rafforzare in tal modo le collaborazioni con gli Enti Locali, un ambito in cui l’Associazione è già da tempo attivamente impegnata.
Durante l’Assemblea sia il Presidente Raffero che il Vice Presidente Castellone hanno sottolineato come queste modifiche siano necessarie non solo per conformarsi alla legislazione vigente, ma anche per garantire un futuro di crescita e sviluppo per l’Associazione: l’adesione RUNTS rappresenta infatti garanzia di stabilità e continuità per tutte le attività di volontariato che ogni giorno svolgiamo con passione e impegno.

Il Nuovo Regolamento Interno
Oltre alla riforma statutaria, l’Assemblea ha approvato anche il nuovo Regolamento Interno, che introduce alcune modifiche finalizzate a garantire maggiore chiarezza e protezione per tutti i soci, in particolare riguardo la gestione delle comunicazioni pubbliche e delle iniziative sui media, nonché la gestione dei rapporti con le Istituzioni. È stato infatti ribadito con forza che nessun socio, al di là delle normali presentazioni del progetto, possa esprimersi pubblicamente a nome dell’Associazione per altre argomentazioni anche conflittuali, senza aver ricevuto una preventiva autorizzazione formale dal Presidente o dal Consiglio Direttivo. Questo per tutelare l’immagine dell’Associazione e garantire che tutte le iniziative siano coerenti con la nostra missione.
Il Vice Presidente Castellone ha ricordato che, per evitare situazioni spiacevoli come purtroppo accaduto in passato, è fondamentale che ogni socio rispetti le procedure interne e che tutte le comunicazioni pubbliche espresse per conto di ACdV vengano preventivamente condivise e approvate dal Consiglio Direttivo.
Si tratta di un passo importante per la trasparenza e la correttezza delle azioni di ACdV, oltre che un atto di responsabilità a tutela tanto dell’Associazione quanto dei singoli Soci.

Prospettive Future
L’approvazione del nuovo Statuto e del Regolamento Interno segna un punto di svolta per l’Associazione. Grazie all’adeguamento normativo, l’ACdV è ora in una posizione migliore per rafforzare la propria presenza e continuare a collaborare con le istituzioni pubbliche e private, contribuendo attivamente alla sicurezza e al benessere delle comunità.
L’impegno dell’Associazione non si ferma qui: si continuerà a lavorare tutti insieme, aggiornando e migliorando le pratiche per garantire la massima trasparenza e il miglior servizio a tutti i soci e alla collettività.

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